Noi...gente di belle speranze

Aggiornato il: lug 20



In un periodo che sembra diventare sempre più complesso giorno dopo giorno, in un’era in cui la solidarietà tra le persone non riesce a farsi spazio tra l’odio e arroganza che ormai sembrano essere di tendenza, si perde la cognizione di come in realtà siamo tutti uguali e accomunati da cose essenziali che contraddistinguono la vita di ognuno di noi. Una di queste, è la speranza.

Non bisogna guardare tanto lontano dalla nostra piccola vita quotidiana per comprendere come quest’ultima si sviluppa sulla base delle nostre aspettative, delle nostre idee, dei nostri obbiettivi, dei nostri sacrifici e desideri, che altro non sono che pensieri di speranza. Speranza è ciò che spinge un genitore a lavorare turni straordinari, pur di poter garantire un reddito sufficiente alla propria famiglia. Speranza è ciò che motiva un figlio a studiare e compiere sacrifici per poter realizzare le proprie ambizioni. Tuttavia, non sempre è possibile raggiungere ciò che desideriamo, e per tale motivo si è costretti a rinunciare a qualcosa di essenziale. Questo può essere il caso di molteplici ragazzi che ogni anno sono costretti a lasciare la terra che amano e a cui sentono di appartenere, al fine di poter realizzare le proprie ambizioni. La Puglia è una degli scenari maggiormente colpiti da questo fenomeno. Molti giovani lasciano il nostro tavoliere specialmente a causa di politiche succedutesi nel tempo che hanno comportato la mancanza di un adeguata organizzazione del territorio e al tempo stesso ostacolato il proliferare di opportunità di lavoro. La nostra regione si trova dunque, sempre di più immiserita, e non solo a causa dell’insufficienza delle risorse economiche, bensì per la fuga “costretta” della maggior parte del capitale umano più giovane. Può essere definita come la nuova, grande migrazione del nostro secolo: storie vere di giovani laureati che cercano lavoro all'estero, o in regioni settentrionali della penisola. Giovani costretti a prendere in mano valige, perché provenienti da un sistema in cui titoli e merito non bastano. Tuttavia, queste non sono solo storie di viaggi senza ritorno, bensì sono storie di una generazione speranzosa, che sogna di poter ritornare nella propria terra e svolgere la propria professione li, per avvalorare non solo se stessi, ma tutta la regione e contribuire nel proprio piccolo alla crescita del proprio territorio. Ed è così che un biglietto di sola andata, si trasforma in un viaggio di speranza, in cui la valigia è ricca di esperienze pronte per essere inveniste nel territorio d’origine. Diversi sono i fattori che spingono i giovani a tornare al Sud, primo fra tutti vi è un forte sentimento di voler essere utili alla propria terra, chi torna è lontano dalla rassegnazione, nutre un sogno di speranza. Inoltre, in molti casi tornare nel proprio ‘piccolo centro urbano’ vuol dire portare in quel territorio, esperienze che sperimentate altrove e non ancora presenti, consente di poter implementare ulteriormente il patrimonio culturale pugliese.

È necessario allora estirpare una politica che riflette una società individualistica ed ipocrita, e attuare una politica attenta alle belle speranze del proprio territorio, così da valorizzarne la cultura e garantirne lo sviluppo. Una politica attenta alle speranze di tutte le generazioni, in particolar modo di tutti quei soggetti la cui potenzialità rappresenta la futura ricchezza del nostro territorio. La speranza di una Puglia, giovane, sviluppata e culturalmente ricca è la puntata vincente di una scommessa abbastanza ardua.


di Nunzio Pizzuto

67 visualizzazioni

©2020 by Associazione Culturale Radici.