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Storie di belle speranze è una sezione del nostro sito pensata per mettere al centro del dibattito politico le complessità socioeconomiche che viviamo oggi in Italia, soprattutto nel Mezzogiorno del Paese.

Vogliamo far nostri i sacrifici di chi si è messo in gioco, le delusioni di chi ha visto tradite le sue aspettative personali, la passione di chi sente che, nonostante tutto, ce la sta facendo. (di chi ce l'ha fatta no, perché il successo non è mai definitivo). Vogliamo raccontarle perché ci ispirino, perché diano senso al nostro impegno, per farcene carico.

Crediamo che sia necessario per aver cura della vera scintilla del progresso: la speranza di poter vivere meglio di prima. La mobilità sociale. 

Per questo ci piacerebbe raccogliere in questa sezione del nostro sito quante più storie possibili, a prescindere dalle intenzioni di voto. Anzi, vi chiediamo di scriverci soprattutto se non ci volete votare e se pensate di non andare a votare alle prossime elezioni: rincorriamo l'idea che la Politica debba mettersi in gioco per dar vita a un modello di sviluppo che si prenda cura delle potenzialità delle persone. Se non ci riusciamo per queste elezioni, potremmo, con il tuo aiuto, sperare di farlo in futuro.

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Ciao, mi chiamo Valeria, ho 25 anni e definisco la mia vita come un percorso pieno di scelte, tante speranze e sfide. Le ho affrontate tutte, alcune le ho vinte e altre, invece, erano fin troppo più grandi di me per avere la meglio. Sono una ragazza pugliese, e per quanto io ami la Puglia, all’età di 18 anni sono stata costretta a lasciare la mia terra natia per inseguire le mie aspirazioni e passioni. Queste, infatti, mi hanno portato lontano da casa, prima a Cesena, in Emilia Romagna, e successivamente all’estero, per essere più precisa in Spagna, a Barcellona.    
Ritengo di essere una persona determinata, precisa e anche abbastanza ambiziosa. Da sempre  seguo il mio istinto, il quale mi ha portato a prendere decisioni “di pancia”, colmando la mia sete di conoscenza e la voglia di formazione continua.               
Alla domanda “cosa vuoi fare da grande?” non ho mai avuto dubbi: io volevo “aiutare gli altri” e questo ha condizionato il mio percorso di studi a partire dal liceo fino alla scelta universitaria. Tuttavia, dopo la maturità, l’offerta formativa e l’organizzazione universitaria del territorio non mi entusiasmavano e decisi di continuare gli studi a più di 500km lontana da casa, in Emilia Romagna; così, mi sono laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Alma Mater Studiorum - Campus di Cesena (Università di Bologna) per poi proseguire la mia carriera universitaria con una laurea magistrale in Progettazione e Gestione dell’intervento educativo nel disagio sociale, presso la stessa Università.  
Durante gli anni di formazione, la mia forte curiosità e il desiderio spasmodico di conoscere ciò che c’è “oltre”, mi hanno portato a viaggiare per l’Europa, a conoscere altre terre, culture differenti, fino a decidere di lasciare l’Italia per trasferirmi a Barcellona, per vivere un’esperienza di vita che sapevo mi avrebbe formato a 360°. La Spagna, infatti, ha rappresentato una parte importante e decisiva della mia vita; lì ho imparato ben due lingue (come il castellano e il catalano), ho provato la sensazione di pensare e sognare in una lingua diversa dalla mia, ho saputo integrarmi in una società così simile alla nostra ma al tempo stesso tanto diversa, quella catalana. Barcellona mi ha da subito offerto la grande e attesa opportunità di entrare per la prima volta nel mondo del lavoro, il famoso “mondo dei grandi”, e al tempo stesso di completare definitivamente la mia carriera universitaria svolgendo un tirocinio formativo presso il “Centro de Atencion y Seguimiento a las Drogodependencias”, ossia un Servizio Pubblico di Catalunya dedicato alla cura, prevenzione e riabilitazione di utenti con dipendenze patologiche. È stato lì che mi sono realmente resa conto che il lavoro che amo lo stavo trovando in un posto molto lontano da casa mia, e questo non mi rendeva pienamente felice. Così, al termine del tirocinio, sono stata pervasa da un forte bisogno di tornare nella mia terra, di avvicinarmi ai miei affetti, alla mia vita, a tutto ciò che avevo lasciato andando via 6 anni prima. Ed eccomi qui, dopo tanti sacrifici sono tornata in Puglia, con la bella speranza di mettere in campo la formazione acquisita con impegno e dedizione durante tutti questi anni; sono tornata con la speranza che qualcosa possa cambiare, che possano esserci reali opportunità per noi giovani costretti ad emigrare per “fare esperienza” e che desideriamo poter essere delle risorse per la nostra terra che tanto amiamo, ma che in fondo abbiamo tutti un po’ odiato per averci tenuto così lontani.

VALERIA
DARIO

Dopo il 110 in giurisprudenza, ho continuato a formarmi con un master presso un'università spagnola (la mia seconda patria) ed ho accolto con gioia l'invito del mio relatore e la nomina del consiglio di facoltà a cultore della materia - comunemente assistente universitario - di Filosofia del Diritto. Ho pubblicato su importanti riviste internazionali e vinto una borsa di studio meritocratica per un nuovo Master all'Università degli Studi di Bari... Tante soddisfazioni ma economicamente ben poco; ho anche cercato altre strade per rimanere a Canosa e dintorni ma purtroppo ho trovato solo "sfruttamento" disciplinato e reso lecito da "forme contrattuali snelle"... 

Poi le priorità cambiano; quando il pancione di tua moglie inizia a crescere non badi più alla soddisfazione culturale di impartire una lezione universitaria ma pensi a come dare sicurezza al Dono che sta arrivando... 

E allora mi sono inserito in terza fascia per insegnare Diritto alle superiori, al Nord perché vicino era impossibile essere chiamati... E non scorderò mai quel 24 settembre 2017, quando la gioia della telefonata con cui il "Mossotti" di Novara mi comunicava il mio primo contratto annuale su cattedra si mischiava allo sconforto nel lasciare a casa quella Piccola di 2 mesi con la Donna che aveva cambiato tutto per me... 

Sono partito per Novara senza esserci mai stato, dopo 4 ore dalla telefonata, di fretta come un ladro. lì, in quel treno, ho capito che dovevo trasformare quell'esperienza in una opportunità e così è stato: grande sviluppo ha avuto il nostro studio legale che segue giovani calciatori dalla Sampdoria, fino al Novara passando per Entella e Pro Vercelli e tanto sono cresciuto grazie ai miei studenti soprattutto grazie a coloro che provenivano da culture differenti. 

Ma quando la mia famiglia non poteva stare con me, ogni maledetto lunedì, in cui partivo con le lacrime bloccate ed il sorriso finto per salutare mia figlia e mia moglie, o ogni volta in cui i nonni venivano a trovarci e poi li vedevo ripartire con gli occhi lucidi abbracciando Francesca, ho ripensato sempre a coloro che hanno sfruttato noi e il paese solo per fare i propri comodi, non apportando il minimo sviluppo concreto alla città. Chi ha governato canosa per 15 anni che nuove soluzioni ha per fare in modo che quella fermata della Marino non diventi sempre un cimitero dei sentimenti?! ... E proprio lì, ho riscoperto Marco Silvestri... anche lui come me in partenza per il nord, per costruire le nostre belle speranze per il futuro... 

 
MARIELLA

Ciao sono Mariella, una ragazza di 27 anni anche se fondamentalmente me ne sento ancora 18.  Ho sempre amato la mia terra in tutte le sue sfaccettature positive e negative. Finito il liceo ero molto curiosa di lasciare il nido e capire cosa avessi potuto fare da sola, così sono arrivata in Abruzzo e ho cominciato l’università non molto lontana da casa, ho iniziato a vivere da sola, fare nuove conoscenze e a coltivare amicizie che sarebbero diventate la mia seconda famiglia subito dopo.

Durante il percorso universitario sono stata sempre mossa dalla curiosità, di spostarmi e toccare con mano esperienze nuove: ho visitato l’Europa, ho amato l’Inghilterra e le sue persone, vissuto nuove culture, la coste dell’Atlantico sempre senza mai scordare le mie radici, infatti, sono sempre tornata a casa per necessità e nostalgia della terra e degli odori che mi hanno tirata su.

Nonostante il pathos che mi lega alla Puglia, le difficoltà sono tante e tangibili, ho imparato ad amare anche i suoi grandi difetti e a comprenderli, per questo ho deciso che i miei progetti lavorativi sarebbe stati incentrati nella mia Terra con l’intento di renderla ancora più fiera e rigogliosa.

 

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